Covid, Salvini “Cautela e rigore ma no al terrore”

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22 Luglio 2021 ITALPRESS 0
Covid, Salvini “Cautela e rigore ma no al terrore”

“La qualità dell’informazione è fondamentale. Io sono un giornalista professionista in aspettativa non retribuita quindi ci tengo. C’è modo e modo di dare le notizie e di dare speranza o paura, basta decidere su cosa puntare. Chiedo agli amici giornalisti di dare un’informazione non ottimistica o pessimistica, ma corretta. Il turismo è il 13% della ricchezza nazionale, al momento abbiamo migliaia di disdette di ristoranti, alberghi e strutture turistiche. Guardiamo al futuro con estrema cautela, estremo rigore e estremo buon senso. Se la variante Delta è più contagiosa, ma i ricoverati diminuiscono, vuol dire che dobbiamo invitare tutti alla cautela, ma senza fare danni con la paura della chiusura e del terrore altrimenti non ne usciamo più”. Così il leader della Lega, Matteo Salvini, intervenendo alla presentazione libro di Gennaro Sangiuliano “Reagan. Il Presidente che cambiò la politica americana” a Palazzo Brancaccio. “Domani decidiamo in cabina di regia e in Consiglio dei ministri sulla vita di tutti. Non sono decisioni che riguardano il Parlamento, riguardano tutti. E’ curioso che il green pass possa riguardare gli italiani ma non i parlamentari, stando al presidente della Camera. Ci sono alcuni che sono contagiosi e altri meno contagiosi, è un virus curioso questo. Mi sto confrontando con Palazzo Chigi, Giorgetti e le Regioni, ovviamente il diritto alla salute deve essere il primo diritto. Ma mi auguro non ci siano scelte draconiane, improvvise, imponderate, che escludono la maggioranza degli italiani dal diritto al lavoro, allo spostamento”, ha aggiunto.
Da parte sua, il direttore del Tg2 ha parlato dell’analogia tra la politica dell’attuale presidente Usa e quella di Regan, osservando come “qualche settimana fa Biden ha citato Reagan a proposito della necessità di una grande ripartenza degli Stati Uniti dopo la pandemia, perché Reagan fu l’uomo che salvò l’Occidente nei primi anni Ottanta. Arrivò alla Casa Bianca quando l’America era un paese profondamente depresso, l’inflazione era a due cifre e la disoccupazione altrettanto, ma soprattutto gli Stati Uniti erano stati umiliati in Vietnam e nell’immaginario collettivo era ancora viva l’immagine del console americano che fugge da Saigon e degli Stati Uniti che non avevano mai perso una guerra che vengono sconfitti da un paese del Terzo mondo. Biden sta continuando con uno stile diverso la politica di Trump. Non ha toccato la su riforma fiscale sulla flat tax, l’ha lasciata lì perchè sa che gli produce dei buoni risultati. Kamala Harris è andata in centro America in viaggio ufficiale e ha detto ai migranti ‘non provate a venire in America perché non c’è posto’. Prima c’erano le telecamere con i riflettori accesi sul muro e quando si manganellavano i migranti c’erano subito le telecamere pronte a documentare, oggi invece si continua a manganellare ma le telecamere sono spente. Ha continuato il ritiro dall’Afghanistan che è un errore. Lì abbiamo mandato a morire migliaia di giovani, anche italiani, per ritrovarci tra qualche mese i talebani che vorranno tagliare col machete le gambe a chi gioca al calcio e mettere le donne dentro al burqua”, ha concluso.
(ITALPRESS).